Ampia sintesi della conversazione
settimanale di Marco Pannella con Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale.
SITUAZIONE SEMPE PIU' ESPLOSIVA IN M.O.:COMUNITA' INTERNAZIONALE, ONU ED EUROPA COLPEVOLI DI NON AVER CONTROLLATO E NEUTRALIZZATO IL CRIMINALE DISEGNO IRANIANO E TERRORISTA DI ELIMINARE,ASSERVENDO IL LIBANO, ISRAELE ED IL SUO POPOLO; ISREAELE CORRESPONSABILE PER LA TOTALE, CIECA E TESTARDA MANCANZA, NEL SUO OPERATO, DI UNA VISIONE POLITICA ALTRO CHE NAZIONALE E NAZIONALISTA.PRIMO OBIETTIVO DEL "PRIMO GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE" E' RENDERE IMPOSSIBILE IL SUCCESSO DI QUEL CRIMINALE DISEGNO, VOLTO TRA L'ALTRO A FAR ESPLODERE UNA CONFLAGRAZIONE MONDIALE.
Nei prossimi 100 giorni partirà il "Primo Satyagraha mondiale per la pace". E sottolineo, con il valore aggiunto della malizia, il termine "pace", perché é l'ora di riappropriarci di questo termine che per almeno un secolo é stato sequestrato e distrutto dal pacifismo. E aggiungo: Satyagraha "per la vita del diritto ed il diritto alla vita". Tutto ciò é nato dalla comprensione del fatto che dopo 25 anni di azione di ogni tipo, pubblica ed anche sui media israeliani, la nostra battaglia per Israele nell'Unione Europea non é stata vinta e tutti ne paghiamo ora le conseguenze. L'Europa dunque è stata certamente causa diretta di questa situazione come, assieme a Kissinger e a parte della politica americana, fu causa diretta della crisi jugoslava. La stessa ONU é sempre più somigliante a quella che fu la Società delle Nazioni.
Ma anche la linea scelta dai governi israeliani é sorprendentemente e pericolosamente inadeguata. Israele continua
da 20 anni a muoversi a partire da un retroterra ideologico che ormai é di
stampo nazionalista. Israele é corresponsabile di questa situazione a causa
della mancanza, nel suo operato, di una prospettiva politica. Il primo
obiettivo per salvare la pace nel mondo é quello di salvare lo 0,2% del
territorio medio-orientale e lo 0,5% della popolazione medio-orientale. Se si
vuole impedire quello che il complesso sistema terroristico persegue, ed in
questo qualche convergenza con l'Iran si può trovare, bisogna mettere in
discussione l'ordine o il disordine mondiale. Primo obiettivo é quello di
tornare a ragionare.
LIBANO: ONU APPARE SEMPRE PIU' SIMILE ALLA
DISCIOLTA E FALLIMENTARE SOCIETA' DELLE NAZIONI; RISOLUZIONE 1559/2004 COSTITUIVA
IL PROGETTO DI LIBERAZIONE DEL LIBANO, MA IL FATTO DI AVERLA TRADITA HA CONSEGNATO
IL LIBANO NELLE MANI DEGLI INTERESSI DELL'IRAN E DEI TERRORISTI, CONSENTENDO IN
24 MESI LA STRUTTURAZIONE VIETCONG DEL TERRITORIO LIBANESE DA PARTE DI
HEZBOLLAH.
La risoluzione n.1559 del 2 settembre 2004
costituiva il progetto di liberazione del Libano, ed il fatto che sia stata
disattesa, assieme all'omicidio di Hariri, dimostra come l'alternativa demo-liberale
fosse invisa a qualcuno. Le elezioni stesse, in Libano, si sono tenute con Hezbollah
che controllava direttamente una parte del territorio.
Quando ho messo a fuoco questo disegno, ho
pensato che di già la strutturazione vietcong del territorio libanese da parte
di Hezbollah fosse in corso. Credo a questo punto che non ci sia più tempo e
che la stessa Israele sia stata colta di sorpresa dalla realtà di un territorio
diventato campo trincerato di guerra, a prova di bombardamento e a prova dello
stesso intelligence israeliano.
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA E' INDILAZIONABILE
E VITALE NECESSITA' PER ISRAELE E PER LA STESSA UE, IMPANTANATA E SEMPRE PIU' DEGRADANTE
IN UNA "EUROPA DELLE PATRIE" DI STAMPO GOLLISTA, PIUTTOSTO CHE IN
CRESCITA COME GRANDE PATRIA-EUROPA, PIENAMENTE ANCHE MEDITERRANEA. QUESTO
ABBANDONO DELLA GRANDE ISPIRAZIONE FEDERALISTA DEL MANIFESTO DI VENTOTENE, MA
ISCRITTA ANCHE NELLA LOTTA DEGLI STATISTI DEMOCRATICO-CRISTIANI ADENAUER, DE
GASPERI, SCHUMAN, STA COMPORTANDO LA DISASTROSA PERDITA DI POPOLARITÀ E DI
ENTUSIASMO DA PARTE DEL POPOLO EUROPEO.
L'ingresso di Israele nell'Unione Europea
sarebbe una occasione di riforma della stessa UE, in un momento in cui arrivano
segnali da Finlandia, Francia ed Olanda di impopolarità di questa Europa. La
patria europea era popolarissima su tutto il continente, aveva una adesione di
massa in un paese islamico come la Turchia. E' importante dire a Bruxelles che l'Europa
delle patrie é la fine delle stessa Europa e che la grande patria-Europa é il
vero progetto unificante. L'adesione di Israele e della Turchia, e quindi
l'idea di una federazione di altri stati democratici, come si augura possano
essere Palestina e Libano, é l'unico disegno che prospetti la ripresa di una
grande Europa. Servirebbe addirittura che uno stato fondatore dell'UE uscisse
dall'unione per dire di non volere l'Europa delle grandi patrie golliste, ma la
grande Europa, anche mediterranea.
E infatti, a proposito di radici, l'Europa
continentale, quella con i balcani inclusa, l'Europa mediterranea, é Europa
delle epoche greco-romane, del naturale erede dell'impero romano che é quello
bizantino, e poi a livello delle sponde sud é Europa della grande civiltà
egizia, di quel fazzoletto di terra in cui nascono le tre religioni
monoteistiche e di un mediterraneo popolato di teologi e santi algerini e con
un Marocco tanto europeo quanto di indubbia autorevolezza islamica.
CON GRANDE SATYAGRAHA TENTIAMO UNA POLITICA
ALTERNATIVA A QUELLA CHE RENDE ATTUALE LA MINACCIA DELLA ELIMINAZIONE DEL
POPOLO E DELLO STATO DI ISRAELE E DELLO SCOPPIO DI UNA GUERRA GLOBALE. NELLA STORIA,
COME NELLA VITA, VI POSSONO ESSERE GRANDE CONVERSIONI SOLO SE GRANDE É LA POSTA
IN GIOCO. E LE GRANDI CONVERSIONI DI PROSPETTIVA, NELLA VITA INTERIORE DEGLI
INDIVIDUI COSI' COME IN QUELLA DEI POPOLI, DIVAMPANO APPARENTEMENTE IN UN
ATTIMO.
Dobbiamo tentare ora, perché io credo nel
rischio, vero e necessario, che la questione possa fungere da detonatore di un
conflitto globale. Questa guerra, e la possibile conflagrazione mondiale che ne
seguisse, sarebbe una lotta fratricida, patologica.
Servirebbe una giornata di mobilitazione
mondiale nonviolenta per tentare con Israele e Bruxelles di realizzare la
nostra proposta: Israele nell'Unione Europea. Forse basterebbe che nel mondo scoppiasse
la notizia dell'invio da parte di Olmert di due righe per cominciare processo
di adesione all'UE, perché l'opinione pubblica ed il Parlamento Europeo siano
coinvolti in una mobilitazione straordinaria.
Dovremo tentare grande operazione di pace,
democrazia e libertà, per vedere se riusciamo a rianimare entro 100 giorni le
truppe deluse e coloro che nel recente passato hanno creduto di muoversi con
convinzioni laiche e liberali, ma che in realtà si sono mossi con convenienze
sbagliate. Non dispero che i 70-80 anni che abbiamo alle spalle si possano
rivelare come radici solide che potranno fiorire.
Nella vita vi possono essere grande
conversioni se grande é la posta in gioco. E le grandi conversioni di
prospettiva esplodono in un attimo.
Il problema oggi é quello del vuoto laico e
non é quello del pieno dei pazzi suicidi. Ma pensiamo veramente possa
sopravvivere una civiltà, una religione, o meglio delle strutture
confessionali, che propongono morte e suicidio su larga scala?
Io credo sia più semplice assieme evocare le
grande ragioni per immediato ricongiungimento del mediterraneo meridionale con
europa continentale. Se immaginassimo in questi termini la patria europea, con
un Consiglio della patrie che rappresenta gli stati, ed un Parlamento che
rappresenta i cittadini, con Bruxelles che diviene il governo e magari l'elezione
diretta del presidente, capiremmo che la riforma anglosassone é obiettivo
comune per Italia ed Europa.
LA LOTTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI
GIORNALISTI I RADICALI LA PORTANO AVANTI DAL 1968 ED ANCORA OGGI SUSCITA
DIBATTITO IMPORTANTE, A TESTIMONIANZA CHE LA CENTRALITA' DEI TEMI RADICALI NON
SI SUPERA FACILMENTE. ANCHE PER QUESTO QUANTO MAI NECESSARIA E' LA ROSA NEL
PUGNO.
Già nel '68 ci furono adesioni di massa
sull'obiettivo dell'abolizione dell'ordine, adesioni inaspettate in quel
periodo. Poi nel '92 i radicali hanno ripresentato un progetto in Parlamento ed
ora, a 38 anni di distanza, questa iniziativa annunciata da Daniele Capezzone assieme
a Michele de Lucia che, giudica Pannella "ha trovato un buon riscontro,
con una marea di significative adesioni, con avarizia riportate dai giornali".
"Del Boca ha attaccato, ecco la fantasia che ha la storia, il presidente
della federazione della stampa".
Questa é la dimostrazione che la centralità
dei temi radicali non si supera facilmente. Anche se c'é da dire, secondo il
leader radicale, che "per ora questa attività é l'unica forza evidente
della Rosa Nel Pugno". Rosa Nel Pugno che é già soggetto politico
costituito, un partito con poche regole che non aveva ancora imparato, e di qui
si sarebbe originata la crisi, a seguire. Il passo successivo sarà imparare a
seguire queste regole, e qualcuna aggiunta, oltre ad aggiornare nel merito i 31
punti di Fiuggi. "Non credo - ha concluso Pannella - sia il caso di andare
ad impelagarsi in grandi logomachie su configurazione, nascita, primarie
interne e costituzione organizzativistica...Il dibattito dev'essere politico e
deve permettere un ritmo di iniziativa politica su tutti i fronti".