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   Blog di politica radicale e nonviolenta

 


Diario di bordo

Roma, 16/07. Blogger embedded durante la consueta conversazione settimanale tra Marco Pannella ed il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin

Roma, 20-21/07. Tutti al Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente della Rosa nel pugno, che si terrà alla sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio a Roma!

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martedì, agosto 15, 2006
 

Ampia sintesi della conversazione
settimanale di Marco Pannella con Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale.

SITUAZIONE SEMPE PIU' ESPLOSIVA IN M.O.:COMUNITA' INTERNAZIONALE, ONU ED EUROPA COLPEVOLI DI NON AVER CONTROLLATO E NEUTRALIZZATO IL CRIMINALE DISEGNO IRANIANO E TERRORISTA DI ELIMINARE,ASSERVENDO IL LIBANO, ISRAELE ED IL SUO POPOLO; ISREAELE CORRESPONSABILE PER LA TOTALE, CIECA E TESTARDA MANCANZA, NEL SUO OPERATO, DI UNA VISIONE POLITICA ALTRO CHE NAZIONALE E NAZIONALISTA.PRIMO OBIETTIVO DEL "PRIMO GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE" E' RENDERE IMPOSSIBILE IL SUCCESSO DI QUEL CRIMINALE DISEGNO, VOLTO TRA L'ALTRO A FAR ESPLODERE UNA CONFLAGRAZIONE MONDIALE.




Nei prossimi 100 giorni partirà il "Primo Satyagraha mondiale per la pace". E sottolineo, con il valore aggiunto della malizia, il termine "pace", perché é l'ora di riappropriarci di questo termine che per almeno un secolo é stato sequestrato e distrutto dal pacifismo. E aggiungo: Satyagraha "per la vita del diritto ed il diritto alla vita". Tutto ciò é nato dalla comprensione del fatto che dopo 25 anni di azione di ogni tipo, pubblica ed anche sui media israeliani, la nostra battaglia per Israele nell'Unione Europea non é stata vinta e tutti ne paghiamo ora le conseguenze. L'Europa dunque è stata certamente causa diretta di questa situazione come, assieme a Kissinger e a parte della politica americana, fu causa diretta della crisi jugoslava. La stessa ONU é sempre più somigliante a quella che fu la Società delle Nazioni.




Ma anche la linea scelta dai governi israeliani é sorprendentemente e pericolosamente inadeguata. Israele continua

da 20 anni a muoversi a partire da un retroterra ideologico che ormai é di

stampo nazionalista. Israele é corresponsabile di questa situazione a causa

della mancanza, nel suo operato, di una prospettiva politica. Il primo

obiettivo per salvare la pace nel mondo é quello di salvare lo 0,2% del

territorio medio-orientale e lo 0,5% della popolazione medio-orientale. Se si

vuole impedire quello che il complesso sistema terroristico persegue, ed in

questo qualche convergenza con l'Iran si può trovare, bisogna mettere in

discussione l'ordine o il disordine mondiale. Primo obiettivo é quello di

tornare a ragionare.





 





LIBANO: ONU APPARE SEMPRE PIU' SIMILE ALLA

DISCIOLTA E FALLIMENTARE SOCIETA' DELLE NAZIONI; RISOLUZIONE 1559/2004 COSTITUIVA

IL PROGETTO DI LIBERAZIONE DEL LIBANO, MA IL FATTO DI AVERLA TRADITA HA CONSEGNATO

IL LIBANO NELLE MANI DEGLI INTERESSI DELL'IRAN E DEI TERRORISTI, CONSENTENDO IN

24 MESI LA STRUTTURAZIONE VIETCONG DEL TERRITORIO LIBANESE DA PARTE DI

HEZBOLLAH. 





 





La risoluzione n.1559 del 2 settembre 2004

costituiva il progetto di liberazione del Libano, ed il fatto che sia stata

disattesa, assieme all'omicidio di Hariri, dimostra come l'alternativa demo-liberale

fosse invisa a qualcuno. Le elezioni stesse, in Libano, si sono tenute con Hezbollah

che controllava direttamente una parte del territorio.





 





Quando ho messo a fuoco questo disegno, ho

pensato che di già la strutturazione vietcong del territorio libanese da parte

di Hezbollah fosse in corso. Credo a questo punto che non ci sia più tempo e

che la stessa Israele sia stata colta di sorpresa dalla realtà di un territorio

diventato campo trincerato di guerra, a prova di bombardamento e a prova dello

stesso intelligence israeliano.





 





ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA E' INDILAZIONABILE

E VITALE NECESSITA' PER ISRAELE E PER LA STESSA UE, IMPANTANATA E SEMPRE PIU' DEGRADANTE

IN UNA "EUROPA DELLE PATRIE" DI STAMPO GOLLISTA, PIUTTOSTO CHE IN

CRESCITA COME GRANDE PATRIA-EUROPA, PIENAMENTE ANCHE MEDITERRANEA. QUESTO

ABBANDONO DELLA GRANDE ISPIRAZIONE FEDERALISTA DEL MANIFESTO DI VENTOTENE, MA

ISCRITTA ANCHE NELLA LOTTA DEGLI STATISTI DEMOCRATICO-CRISTIANI ADENAUER, DE

GASPERI, SCHUMAN, STA COMPORTANDO LA DISASTROSA PERDITA DI POPOLARITÀ E DI

ENTUSIASMO DA PARTE DEL POPOLO EUROPEO.  





 





L'ingresso di Israele nell'Unione Europea

sarebbe una occasione di riforma della stessa UE, in un momento in cui arrivano

segnali da Finlandia, Francia ed Olanda di impopolarità di questa Europa. La

patria europea era popolarissima su tutto il continente, aveva una adesione di

massa in un paese islamico come la Turchia. E' importante dire a Bruxelles che l'Europa

delle patrie é la fine delle stessa Europa e che la grande patria-Europa é il

vero progetto unificante. L'adesione di Israele e della Turchia, e quindi

l'idea di una federazione di altri stati democratici, come si augura possano

essere Palestina e Libano, é l'unico disegno che prospetti la ripresa di una

grande Europa. Servirebbe addirittura che uno stato fondatore dell'UE uscisse

dall'unione per dire di non volere l'Europa delle grandi patrie golliste, ma la

grande Europa, anche mediterranea.





 





E infatti, a proposito di radici, l'Europa

continentale, quella con i balcani inclusa, l'Europa mediterranea, é Europa

delle epoche greco-romane, del naturale erede dell'impero romano che é quello

bizantino, e poi a livello delle sponde sud é Europa della grande civiltà

egizia, di quel fazzoletto di terra in cui nascono le tre religioni

monoteistiche e di un mediterraneo popolato di teologi e santi algerini e con

un Marocco tanto europeo quanto di indubbia autorevolezza islamica.





 





CON GRANDE SATYAGRAHA TENTIAMO UNA POLITICA

ALTERNATIVA A QUELLA CHE RENDE ATTUALE LA MINACCIA DELLA ELIMINAZIONE DEL

POPOLO E DELLO STATO DI ISRAELE E DELLO SCOPPIO DI UNA GUERRA GLOBALE. NELLA STORIA,

COME NELLA VITA, VI POSSONO ESSERE GRANDE CONVERSIONI SOLO SE GRANDE É LA POSTA

IN GIOCO. E LE GRANDI CONVERSIONI DI PROSPETTIVA, NELLA VITA INTERIORE DEGLI

INDIVIDUI COSI' COME IN QUELLA DEI POPOLI, DIVAMPANO APPARENTEMENTE IN UN

ATTIMO.





 





Dobbiamo tentare ora, perché io credo nel

rischio, vero e necessario, che la questione possa fungere da detonatore di un

conflitto globale. Questa guerra, e la possibile conflagrazione mondiale che ne

seguisse, sarebbe una lotta fratricida, patologica.





 





Servirebbe una giornata di mobilitazione

mondiale nonviolenta per tentare con Israele e Bruxelles di realizzare la

nostra proposta: Israele nell'Unione Europea. Forse basterebbe che nel mondo scoppiasse

la notizia dell'invio da parte di Olmert di due righe per cominciare processo

di adesione all'UE, perché l'opinione pubblica ed il Parlamento Europeo siano

coinvolti in una mobilitazione straordinaria.





 





Dovremo tentare grande operazione di pace,

democrazia e libertà, per vedere se riusciamo a rianimare entro 100 giorni le

truppe deluse e coloro che nel recente passato hanno creduto di muoversi con

convinzioni laiche e liberali, ma che in realtà si sono mossi con convenienze

sbagliate. Non dispero che i 70-80 anni che abbiamo alle spalle si possano

rivelare come radici solide che potranno fiorire.





 





Nella vita vi possono essere grande

conversioni se grande é la posta in gioco. E le grandi conversioni di

prospettiva esplodono in un attimo.





 





Il problema oggi é quello del vuoto laico e

non é quello del pieno dei pazzi suicidi. Ma pensiamo veramente possa

sopravvivere una civiltà, una religione, o meglio delle strutture

confessionali, che propongono morte e suicidio su larga scala?





 





Io credo sia più semplice assieme evocare le

grande ragioni per immediato ricongiungimento del mediterraneo meridionale con

europa continentale. Se immaginassimo in questi termini la patria europea, con

un Consiglio della patrie che rappresenta gli stati, ed un Parlamento che

rappresenta i cittadini, con Bruxelles che diviene il governo e magari l'elezione

diretta del presidente, capiremmo che la riforma anglosassone é obiettivo

comune per Italia ed Europa.





 





LA LOTTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI

GIORNALISTI I RADICALI LA PORTANO AVANTI DAL 1968 ED ANCORA OGGI SUSCITA

DIBATTITO IMPORTANTE, A TESTIMONIANZA CHE LA CENTRALITA' DEI TEMI RADICALI NON

SI SUPERA FACILMENTE. ANCHE PER QUESTO QUANTO MAI NECESSARIA E' LA ROSA NEL

PUGNO.





 





Già nel '68 ci furono adesioni di massa

sull'obiettivo dell'abolizione dell'ordine, adesioni inaspettate in quel

periodo. Poi nel '92 i radicali hanno ripresentato un progetto in Parlamento ed

ora, a 38 anni di distanza, questa iniziativa annunciata da Daniele Capezzone assieme

a Michele de Lucia che, giudica Pannella "ha trovato un buon riscontro,

con una marea di significative adesioni, con avarizia riportate dai giornali".

"Del Boca ha attaccato, ecco la fantasia che ha la storia, il presidente

della federazione della stampa".





 





Questa é la dimostrazione che la centralità

dei temi radicali non si supera facilmente. Anche se c'é da dire, secondo il

leader radicale, che "per ora questa attività é l'unica forza evidente

della Rosa Nel Pugno". Rosa Nel Pugno che é già soggetto politico

costituito, un partito con poche regole che non aveva ancora imparato, e di qui

si sarebbe originata la crisi, a seguire. Il passo successivo sarà imparare a

seguire queste regole, e qualcuna aggiunta, oltre ad aggiornare nel merito i 31

punti di Fiuggi. "Non credo - ha concluso Pannella - sia il caso di andare

ad impelagarsi in grandi logomachie su configurazione, nascita, primarie

interne e costituzione organizzativistica...Il dibattito dev'essere politico e

deve permettere un ritmo di iniziativa politica su tutti i fronti". 





 





 













postato da tentarnonnuoce | martedì, agosto 15, 2006 | commenti
 





c'é stato in me il valore aggiunto della malizia








 



Ampia sintesi della conversazione
settimanale di Marco Pannella con Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale.



 



SITUAZIONE SEMPE PIU' ESPLOSIVA IN M.O.:
COMUNITA' INTERNAZIONALE, ONU ED EUROPA COLPEVOLI DI NON AVER CONTROLLATO E
NEUTRALIZZATO IL CRIMINALE DISEGNO IRANIANO E TERRORISTA DI ELIMINARE,
ASSERVENDO IL LIBANO, ISRAELE ED IL SUO POPOLO; ISREAELE CORRESPONSABILE PER LA
TOTALE, CIECA E TESTARDA MANCANZA, NEL SUO OPERATO, DI UNA VISIONE POLITICA
ALTRO CHE NAZIONALE E NAZIONALISTA.



PRIMO OBIETTIVO DEL "PRIMO GRANDE
SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE" E' RENDERE IMPOSSIBILE IL SUCCESSO DI
QUEL CRIMINALE DISEGNO, VOLTO TRA L'ALTRO A FAR ESPLODERE UNA CONFLAGRAZIONE
MONDIALE.



 



Nei prossimi 100 giorni partirà il "Primo
Satyagraha mondiale per la pace". E sottolineo, con il valore aggiunto
della malizia, il termine "pace", perché é l'ora di riappropriarci di
questo termine che per almeno un secolo é stato sequestrato e distrutto dal
pacifismo. E aggiungo: Satyagraha "per la vita del diritto ed il diritto
alla vita". Tutto ciò é nato dalla comprensione del fatto che dopo 25 anni
di azione di ogni tipo, pubblica ed anche sui media israeliani, la nostra
battaglia per Israele nell'Unione Europea non é stata vinta e tutti ne paghiamo
ora le conseguenze. L'Europa dunque è stata certamente causa diretta di questa
situazione come, assieme a Kissinger e a parte della politica americana, fu
causa diretta della crisi jugoslava. La stessa ONU é sempre più somigliante a
quella che fu la Società delle Nazioni.



 



Ma anche la linea scelta dai governi
israeliani é sorprendentemente e pericolosamente inadeguata. Israele continua
da 20 anni a muoversi a partire da un retroterra ideologico che ormai é di
stampo nazionalista. Israele é corresponsabile di questa situazione a causa
della mancanza, nel suo operato, di una prospettiva politica. Il primo
obiettivo per salvare la pace nel mondo é quello di salvare lo 0,2% del
territorio medio-orientale e lo 0,5% della popolazione medio-orientale. Se si
vuole impedire quello che il complesso sistema terroristico persegue, ed in
questo qualche convergenza con l'Iran si può trovare, bisogna mettere in
discussione l'ordine o il disordine mondiale. Primo obiettivo é quello di
tornare a ragionare.



 



LIBANO: ONU APPARE SEMPRE PIU' SIMILE ALLA
DISCIOLTA E FALLIMENTARE SOCIETA' DELLE NAZIONI; RISOLUZIONE 1559/2004 COSTITUIVA
IL PROGETTO DI LIBERAZIONE DEL LIBANO, MA IL FATTO DI AVERLA TRADITA HA CONSEGNATO
IL LIBANO NELLE MANI DEGLI INTERESSI DELL'IRAN E DEI TERRORISTI, CONSENTENDO IN
24 MESI LA STRUTTURAZIONE VIETCONG DEL TERRITORIO LIBANESE DA PARTE DI
HEZBOLLAH. 



 



La risoluzione n.1559 del 2 settembre 2004
costituiva il progetto di liberazione del Libano, ed il fatto che sia stata
disattesa, assieme all'omicidio di Hariri, dimostra come l'alternativa demo-liberale
fosse invisa a qualcuno. Le elezioni stesse, in Libano, si sono tenute con Hezbollah
che controllava direttamente una parte del territorio.



 



Quando ho messo a fuoco questo disegno, ho
pensato che di già la strutturazione vietcong del territorio libanese da parte
di Hezbollah fosse in corso. Credo a questo punto che non ci sia più tempo e
che la stessa Israele sia stata colta di sorpresa dalla realtà di un territorio
diventato campo trincerato di guerra, a prova di bombardamento e a prova dello
stesso intelligence israeliano.



 



ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA E' INDILAZIONABILE
E VITALE NECESSITA' PER ISRAELE E PER LA STESSA UE, IMPANTANATA E SEMPRE PIU' DEGRADANTE
IN UNA "EUROPA DELLE PATRIE" DI STAMPO GOLLISTA, PIUTTOSTO CHE IN
CRESCITA COME GRANDE PATRIA-EUROPA, PIENAMENTE ANCHE MEDITERRANEA. QUESTO
ABBANDONO DELLA GRANDE ISPIRAZIONE FEDERALISTA DEL MANIFESTO DI VENTOTENE, MA
ISCRITTA ANCHE NELLA LOTTA DEGLI STATISTI DEMOCRATICO-CRISTIANI ADENAUER, DE
GASPERI, SCHUMAN, STA COMPORTANDO LA DISASTROSA PERDITA DI POPOLARITÀ E DI
ENTUSIASMO DA PARTE DEL POPOLO EUROPEO.  



 



L'ingresso di Israele nell'Unione Europea
sarebbe una occasione di riforma della stessa UE, in un momento in cui arrivano
segnali da Finlandia, Francia ed Olanda di impopolarità di questa Europa. La
patria europea era popolarissima su tutto il continente, aveva una adesione di
massa in un paese islamico come la Turchia. E' importante dire a Bruxelles che l'Europa
delle patrie é la fine delle stessa Europa e che la grande patria-Europa é il
vero progetto unificante. L'adesione di Israele e della Turchia, e quindi
l'idea di una federazione di altri stati democratici, come si augura possano
essere Palestina e Libano, é l'unico disegno che prospetti la ripresa di una
grande Europa. Servirebbe addirittura che uno stato fondatore dell'UE uscisse
dall'unione per dire di non volere l'Europa delle grandi patrie golliste, ma la
grande Europa, anche mediterranea.



 



E infatti, a proposito di radici, l'Europa
continentale, quella con i balcani inclusa, l'Europa mediterranea, é Europa
delle epoche greco-romane, del naturale erede dell'impero romano che é quello
bizantino, e poi a livello delle sponde sud é Europa della grande civiltà
egizia, di quel fazzoletto di terra in cui nascono le tre religioni
monoteistiche e di un mediterraneo popolato di teologi e santi algerini e con
un Marocco tanto europeo quanto di indubbia autorevolezza islamica.



 



CON GRANDE SATYAGRAHA TENTIAMO UNA POLITICA
ALTERNATIVA A QUELLA CHE RENDE ATTUALE LA MINACCIA DELLA ELIMINAZIONE DEL
POPOLO E DELLO STATO DI ISRAELE E DELLO SCOPPIO DI UNA GUERRA GLOBALE. NELLA STORIA,
COME NELLA VITA, VI POSSONO ESSERE GRANDE CONVERSIONI SOLO SE GRANDE É LA POSTA
IN GIOCO. E LE GRANDI CONVERSIONI DI PROSPETTIVA, NELLA VITA INTERIORE DEGLI
INDIVIDUI COSI' COME IN QUELLA DEI POPOLI, DIVAMPANO APPARENTEMENTE IN UN
ATTIMO.



 



Dobbiamo tentare ora, perché io credo nel
rischio, vero e necessario, che la questione possa fungere da detonatore di un
conflitto globale. Questa guerra, e la possibile conflagrazione mondiale che ne
seguisse, sarebbe una lotta fratricida, patologica.



 



Servirebbe una giornata di mobilitazione
mondiale nonviolenta per tentare con Israele e Bruxelles di realizzare la
nostra proposta: Israele nell'Unione Europea. Forse basterebbe che nel mondo scoppiasse
la notizia dell'invio da parte di Olmert di due righe per cominciare processo
di adesione all'UE, perché l'opinione pubblica ed il Parlamento Europeo siano
coinvolti in una mobilitazione straordinaria.



 



Dovremo tentare grande operazione di pace,
democrazia e libertà, per vedere se riusciamo a rianimare entro 100 giorni le
truppe deluse e coloro che nel recente passato hanno creduto di muoversi con
convinzioni laiche e liberali, ma che in realtà si sono mossi con convenienze
sbagliate. Non dispero che i 70-80 anni che abbiamo alle spalle si possano
rivelare come radici solide che potranno fiorire.



 



Nella vita vi possono essere grande
conversioni se grande é la posta in gioco. E le grandi conversioni di
prospettiva esplodono in un attimo.



 



Il problema oggi é quello del vuoto laico e
non é quello del pieno dei pazzi suicidi. Ma pensiamo veramente possa
sopravvivere una civiltà, una religione, o meglio delle strutture
confessionali, che propongono morte e suicidio su larga scala?



 



Io credo sia più semplice assieme evocare le
grande ragioni per immediato ricongiungimento del mediterraneo meridionale con
europa continentale. Se immaginassimo in questi termini la patria europea, con
un Consiglio della patrie che rappresenta gli stati, ed un Parlamento che
rappresenta i cittadini, con Bruxelles che diviene il governo e magari l'elezione
diretta del presidente, capiremmo che la riforma anglosassone é obiettivo
comune per Italia ed Europa.



 



LA LOTTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI
GIORNALISTI I RADICALI LA PORTANO AVANTI DAL 1968 ED ANCORA OGGI SUSCITA
DIBATTITO IMPORTANTE, A TESTIMONIANZA CHE LA CENTRALITA' DEI TEMI RADICALI NON
SI SUPERA FACILMENTE. ANCHE PER QUESTO QUANTO MAI NECESSARIA E' LA ROSA NEL
PUGNO.



 



Già nel '68 ci furono adesioni di massa
sull'obiettivo dell'abolizione dell'ordine, adesioni inaspettate in quel
periodo. Poi nel '92 i radicali hanno ripresentato un progetto in Parlamento ed
ora, a 38 anni di distanza, questa iniziativa annunciata da Daniele Capezzone assieme
a Michele de Lucia che, giudica Pannella "ha trovato un buon riscontro,
con una marea di significative adesioni, con avarizia riportate dai giornali".
"Del Boca ha attaccato, ecco la fantasia che ha la storia, il presidente
della federazione della stampa".



 



Questa é la dimostrazione che la centralità
dei temi radicali non si supera facilmente. Anche se c'é da dire, secondo il
leader radicale, che "per ora questa attività é l'unica forza evidente
della Rosa Nel Pugno". Rosa Nel Pugno che é già soggetto politico
costituito, un partito con poche regole che non aveva ancora imparato, e di qui
si sarebbe originata la crisi, a seguire. Il passo successivo sarà imparare a
seguire queste regole, e qualcuna aggiunta, oltre ad aggiornare nel merito i 31
punti di Fiuggi. "Non credo - ha concluso Pannella - sia il caso di andare
ad impelagarsi in grandi logomachie su configurazione, nascita, primarie
interne e costituzione organizzativistica...Il dibattito dev'essere politico e
deve permettere un ritmo di iniziativa politica su tutti i fronti". 



 



 







postato da tentarnonnuoce | martedì, agosto 15, 2006 | commenti


giovedì, luglio 20, 2006
 

Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni

Oggi dalle ore 14.45 alle 20, e domani dalle 9.00 alle 19.00, sono qui.
 

postato da tentarnonnuoce | giovedì, luglio 20, 2006 | commenti


martedì, luglio 18, 2006
 

Embedded blogging

Domenica, per un paio d'ore, sono stato un blogger embedded nel corso del consueto appuntamento autorevolente ribattezzato "Buona notte Compagni".

Se per embedded intendiamo quel che intende Wikipedia: "...An embedded journalist is a news reporter who is attached to a military unit involved in an armed conflict...". Il risultato, sembra apprezzato, eccolo qui.

P.S. Gli utenti sono pregati di utilizzare a fondo i mezzi che la Rete ci mette a disposizione, cliccando quantomeno sui link.

postato da tentarnonnuoce | martedì, luglio 18, 2006 | commenti (2)


lunedì, luglio 17, 2006
 

Si ricomincia a bloggare. Con un onere ed un onore.

Ho intenzione di ricominciare a bloggare. Di tornare a scrivere di "cose radicali".  Con l'onere e l'onore di ospitare in anteprima un testo di Marco Pannella, riassunto e curato dalla firma che troverete alla fine del testo. Il testo apparirà domani su Notizie Radicali.

ROSA NEL PUGNO E’ GIÀ OGGI PARTITO PIENAMENTE ESISTENTE; L’UNICO MODO PER “COSTITUIRLO” IN VISTA DEL 2009 E’ TENTARE DI PARALIZZARLO, SCIOGLIERLO ORA. MA BASTA CON QUESTI EQUIVOCI DA VECCHIE CORRENTI PARTITOCRATICHE.

Il Partito Rosa nel Pugno è senza ombra di dubbio, istituzionalmente, politicamente, partito pienamente esistente. Si è presentato alle elezioni, dichiarando di non essere una coalizione unicamente elettorale, ma soggetto politico strategicamente determinato e connotato quale partito e non bicicletta, non somma - ma se mai prodotto – di quattro soggetti politici (Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, SDI e Fgs).

Questo Partito è di già strutturato come soggetto federativo-federale. È bene che i compagni dell'Esecutivo dello SDI sappiano, quindi, che v'è un solo modo per tentare di “arrivare al 2009” (o prima!) a “costituire” questo Partito: è sciogliere, come sembra stia tentando qualche parte, la Rosa Nel Pugno che già esiste e continua a rappresentare l'unica novità della politica italiana, seppur in crisi (se di crescita o conclusiva, lo si vedrà). Noi non siamo disposti a far subire alla Rosa questo ukase.

La Rosa Nel Pugno ha i suoi organi istituzionali, dirigenti. La Segreteria nazionale e la Direzione nazionale che, forti anche dei congressi dei soggetti radicali e socialisti, si sono presentati con connotati assolutamente nuovi e straordinari, su questi chiedendo il voto degli elettori.

I compagni del vertice dello SDI non si sono forse resi conto di avere reagito alla assoluta novità della loro e della nostra storia politica così come già per tre volte era loro accaduto di fare, passate le elezioni, dopo che con il loro raccolto ritenevano superati i discorsi e le prospettive politiche che avevano annunciato. Questa volta hanno fatto, stanno facendo, ben di più. Hanno impedito per mesi, e stanno tuttora impedendo, l'effettivo funzionamento degli organi istituzionali della Rosa Nel Pugno, perfino con la “decisione” del loro Esecutivo di iniziare alla fine di questa estate un cosiddetto “percorso federativo e federale” per costituire “IL PARTITO DELLA RNP, non più tardi delle prossime elezioni europee del 2009”.
Politicamente non esiste una crisi fra “socialisti” e “radicali”: nel paese, nei Territori, nell'elettorato, vi sono coloro che hanno scelto la Rosa Nel Pugno ed i suoi impegni con profonda speranza e fiducia. A questi di certo la “road map” che dovrebbe portare alla costituzione di quello che oggi si tende a, o si tenta di, sciogliere, non può essere ragionevolmente inteso altro che come un alibi o una più o meno consapevole rinuncia.
E' bene a questo punto che siano chiari ragioni ed obiettivi dell'assoluto dissenso da questo “fatto compiuto” che non lasceremo che, appunto, si COMPIA.

CESSI LA PARALISI; SEGRETERIA E DIREZIONE ADEMPIANO AI PROPRI POTERI-DOVERI. SI PASSI A RIUNIRE SEGRETERIA E DIREZIONE. SI CONVOCHI UNA “FIUGGI 2” ALL’INIZIO DI SETTEMBRE, INVITANDO A PARTECIPARVI ANCHE TUTTI I CANDIDATI DELLA ROSA NEL PUGNO ALLE ELEZIONI POLITICHE.

Si era deciso di cessare di imporre la paralisi degli organi direttivi della Rosa Nel Pugno, cioè più semplicemente del Partito Rosa Nel Pugno; ora la Segreteria e la Direzione nazionale, politicamente, devono tornare ad adempiere ai propri poteri-doveri. Gli oltre 100 componenti della Direzione nazionale devono comunque essere convocati, o autoconvocarsi, con piena legittimità politica e, probabilmente, anche istituzionale e statutaria.

La riunione della Direzione potrebbe vedere come invitati-partecipanti quei “candidati d'onore”, quelle personalità che, con un atto senza precedenti, hanno sostenuto e connotato le liste elettorali della Rosa Nel Pugno all'unica condizione di “non essere eletti”. Quei candidati, non radicali e non socialisti in quanto tali, che senza ombra di dubbio costituiscono politicamente un sicuro ed indiscutibile punto di riferimento per l'opinione pubblica ed i militanti che soffrono in questo momento di una delusione costosissima per la democrazia nel nostro paese se dovesse confermarsi come oggettivamente fondata.

Si era da tempo previsto anche una “Fiuggi due”. La si tenga non più tardi dell'inizio della ripresa politica di settembre. Potrebbero esservi invitati, oltre ovviamente a Segreteria e Direzione, anche i candidati delle liste Rosa Nel Pugno per il 9 e 10 aprile. Politicamente costituirebbe una manifestazione ed un lavoro senza dubbio coerente e contemporaneamente di assoluta novità, di quella stessa assoluta novità che era stata riconosciuta alla Rosa Nel Pugno.

RNP, COME ANCHE AREA RADICALE, E' GIA’ FEDERALE E FEDERATIVA. OCCORRE ORA PERFEZIONARLA, ARTICOLARLA E FARLA VIVERE CON SLANCIO.

La realtà, necessariamente e naturalmente, federale e federativa del Partito Rosa Nel Pugno, era stata d'altra parte indicata in un documento approvato dal Comitato nazionale di Radicali Italiani sin dal mese di febbraio. L'area radicale, d'altra parte, è già questo, e non sarebbe unificabile in un partito a struttura e funzionamento burocratici assolutamente privi di qualsiasi trasparenza, di qualsiasi volontà di fornire, non solamente al proprio interno, l'opportunità di quel “conoscere per deliberare” che è condizione insuperabile della partecipazione alla vita democratica.

Per limitarci all'area radicale, oltre all'Associazione Luca Coscioni e ai Radicali italiani, costitutivi del comune PRT, sono, tra gli altri, soggetti autorevoli, per non dire prestigiosi, come Non c'è Pace senza Giustizia, Nessuno Tocchi Caino, Lega Internazionale Antiproibizionista (LIA), il Coordinameno Radicale Antiproibizionista (CORA), via via fino all'ERA, unica realtà politica operante per una lingua internazionale, cioè per l'esperanto.
Lo stesso potrebbe individuarsi nel numero importante di Riviste, di associazioni politico-culturali di origine e di connotazione, non di rado prestigiosa, socialista, ma, quel che più importa, basta scorrere il sito del Partito Rosa Nel Pugno, il secondo per visite e frequentazione tra i siti dei partiti esistenti ed operanti in Italia, per constatare quanto essa sia viva, e quanto urge andare decisamente avanti.

A PARTIRE AD ESEMPIO DAI SITI INTERNET, SERVE UN COMPORTAMENTO ALL'INSEGNA DELLA GLASNOST, DELLA CHIAREZZA, DI UNA VITA NON BUROCRATICA, PERCHE’ SI DIFFONDA IL NECESSARIO “CONOSCERE PER DELIBERARE”.

E' necessario che tutte le componenti federali della RNP assicurino la conoscenza, la trasparenza, dei momenti formativi delle proprie decisioni politiche da parte non solamente dei propri iscritti, sostenitori ed elettori. Un comportamento all’insegna di quella che un tempo si definiva ‘glasnost’. Forse l’unica esperienza del genere, anche a livello europeo, è quella dell’area radicale, nella quale si trasmettono i lavori ed i documenti di riunioni formali ed informali dei nostri organi di partito via radio e via internet.

Proprio sui nostri siti internet sono disponibili oltre 500 messaggi e-mail inviatimi in 48 ore in risposta al mio invio, per conoscenza, di uno “scampolo” informativo, ad una mailing-list della Rosa nel Pugno e radicale. Sugli stessi siti sono integralmente riportati oltre 3000 messaggi di utenti relativi ed in risposta alle scelte politiche dell'ultimo anno del mondo radicale e della Rosa Nel Pugno. È questa una documentazione assolutamente unica ed inedita di politica partecipativa ed interattiva, con carattere di attività politica e non solamente di protesta o di mobilitazione demagogica.

Segnalo, ancora a titolo di esempio, la registrazione disponibile sul sito di Radio Radicale di una assemblea “socialista” a Macerata con l'intervento in particolare di Alberto Benzoni e di responsabili politici socialisti e/o della Rosa Nel Pugno.

Rosa Nel Pugno che può oggi costituire l'unico soggetto politico dall'interno del quale un dibattito ampio, nuovo e profondo, possa costituire un tesoro per comprendere e conoscere il contesto nel quale si situa la “crisi” della stessa Rosa Nel Pugno, quella del Partito democratico, a sinistra, e del “Partito unico”, a destra.

Vale la pena di annotare qui che sono in corso nel paese drammatiche, gravi, importanti campagne politiche, campagne soprattutto SOCIALI ed istituzionali, che concernono il vissuto di decine di milioni di Italiani. E, proprio per questo, campagne rese clandestine dal potere mediatico di RAISET e dintorni, prodotto e produttore di un regime sempre più in flagrante e delittuosa opera oligarchica, antidemocratica ed anticostituzionale.

Sintesi a cura del sottoscritto blogger,

TentarNonNuoce

postato da tentarnonnuoce | lunedì, luglio 17, 2006 | commenti (2)